musica d’ambiente: lounge music, acid jazz, easy listening

Lounge music e musica d'ambiente

Erik Satie e la musica d’ambiente

Ne sono passati di anni da quando Erik Satie concepiva, con la sua Musique d’Ameublement, una musica che:

non ha bisogno di essere ascoltata e che si unisca all’arredamento ed alla tappezzeria dell’ambiente circostante.

Con quel concetto arriviamo agli anni 40, quando il fenomeno della musica di sottofondo inizia ad essere assolto dalla Muzak, nome etichettato successivamente in modo denigratorio come “musica per ascensore“, per la miscellanea di musiche e suoni di facile ascolto.

La musica non deve coprire le imperfezioni del luogo e i momenti di silenzio

Dalla Muzak prendono le distanze molti artisti dell’epoca. Spesso confusa con l’easy listening, (che significa ugualmente di facile ascolto, ma di grande qualità), viene insultata a tal punto che un certo Brian Eno userà il termine Muzak come termine di contrasto e di confronto. Durante un ascolto falsato di un brano, Eno pensò bene di rendere vere alcune imperfezioni tipiche di alcuni luoghi, anziché modificarle falsandole. La musica non doveva coprire le imperfezioni ed i momenti di silenzio ma esserne parte.

Musica ambient o musica d’ambiente?

Brian Eno introdusse il termine di ambient music, dal latino ambire, circondare, espressione che nel corso degli anni ha dato origine ad un intero genere musicale. Un genere che, a differenza della Muzak, si sviluppa su differenti livelli di attenzione, attivo e passivo, a seconda del grado di interesse dell’ascoltatore.

Dalla seconda metà degli anni 90, per circa un decennio, la musica d’ambiente ha vissuto da protagonista un proprio momento di splendore. Alcuni discografici, insieme a gestori e manager, hanno valorizzato la musica diffusa all’interno dei propri locali, considerandola come uno strumento di marketing vero e proprio e anticipando tutte le nuove teorie sul marketing sensoriale, emozionale, esperienziale. Una strategia che in molti casi si è rivelata vincente.

Cafè del Mar, Buddah Bar,Hotel Costes, Supperclub, Cafè de Flore…

Compilation che hanno valorizzato il mood esistente all’interno dei loro ambienti, esportandolo e facendolo conoscere anche al di fuori. Il risultato è stato quello di milioni di copie vendute. Un’operazione mediatica nazionale ed internazionale senza precedenti.

Come mai ad un certo punto la musica di sottofondo esce dal proprio ambiente e diventa protagonista?

Come spesso accade non c’è un solo motivo che causa un determinato evento.

In primis perché la musica è dinamica, in continua evoluzione. E questa evoluzione porta dei cambiamenti. Come è successo con il jazz, rock e la disco music.

A metà degli anni ’90, in piena moda cocktail style, per la musica d’ambiente cambia il paradigma d’ascolto, non più passivo ma attento e attivo.

Acid jazz, easy listening e soprattutto la lounge music accompagnano questo nuovo modo di “ascoltare l’ambiente“, caricandolo di valore emozionale.

Quello dell’aperitivo e del cocktail, diventano un momento in cui tutto l’ambiente partecipa empaticamente. La qualità del cocktail, degli arredi, delle luci…e della musica fanno parte di un unico insieme.

La musica diventa parte attiva del momento stesso

La musica non viene più intesa come semplice sottofondo, non più considerata un contorno con la sola funzione di riempire il silenzio. C’è un ritorno al passato, un ritorno ad alcune sonorità che meglio si sposano con determinati ambienti e momenti.

Lounge music, acid jazz, easy listening, exotica, space age, tropicalia, nu bossa, downtempo, tango elettronico, cinematic

Sono i generi che meglio descrivono questo decennio.  Trovano il tempo e lo spazio per essere diffuse in molte occasioni. Spesso considerate “nuove”, sono invece versioni originali di grandi musicisti che ne elevano la qualità e che, grazie a questa qualità, riescono a modificare le modalità di ascolto, e di riflesso, il concetto di sottofondo musicale.

In questo periodo, etichettare un cd lounge e inserirlo all’interno di un packaging “lounge” accattivante, costituisce un valore aggiunto per vendere di più. Non è un caso che le copertine dei cd di quel decennio identifichino anche graficamente il contenuto che si andrà ad ascoltare.

La musica d’ambiente inizia a vivere una vita propria, parallela a quella del design, integrata con gli arredi, le luci, i profumi

Molti ricercatori iniziano a studiare questo fenomeno, che siano sociologi o esperti di marketing e confermano questa inversione di tendenza. Una rivoluzione nel campo della comunicazione. Una rivoluzione che considera le emozioni come parte integrante di un processo vendita, intesa nel senso più ampio del termine.

continua

Marco Solforetti

http://www.marcosolforetti.com/about-me/
http://www.tailormusic.it/ambient-sound-design/

Bibliografia: Francesco Gazzara • Lounge Music, storia generi e protagonisti della musica di sottofondo

 

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