musica d’ambiente: muzak

Muzak (1)

Erik Satie e la “Musique d’Ameublement

Il grande pianista Erik Satie, conosciuto al grande pubblico dopo l’utilizzo in ambito pubblicitario e cinematografico (Chocolate) di “Gymnopédie No.1” , volle caratterizzare l’ultima parte delle sue composizioni con la “Musique d’Ameublement” .

Lo scopo di Satie era quello di una  musica da arredamento, “una musica che non ha bisogno di essere ascoltata”. Nasce con la sola funzione di arredare, la stessa funzione che hanno tappezzerie, luci e colori, elementi estetici degli ambienti di tutti i giorni.

Inizialmente criticata dai protettori della musica colta, trovò come primo sostenitore John Cage, allievo di Schoenberg, che soffocato dai limiti della musica colta, ne comprese il senso innovativo.

Ma il concetto di Satie, inteso come prodotto industriale , non come evasione dall’individualità dell’autore, stava pian piano prendendo forma.

Muzak

Nasce il fenomeno Muzak, dalla fusione della parola music con quella della Kodak, termine coniato da un americano, il maggiore Squier, a cui si deve anche il brevetto per la trasmissione del primo segnale della Muzak, mediante cavi elettrici.
La Muzak Holdings Corporation, ne intuisce le potenzialità applicative e commerciali, e diventa l’etichetta discografica più influente in questo tipo di business musicale fin dagli anni trenta, tanto che inizialmente venne trasmessa via cavo sul territorio, ma il progressivo miglioramento della qualità audio dalla radio convinse l’azienda ad estendere il servizio ad aziende private sul vasto territorio. Dopo aver constatato l’efficacia del prodotto, l’azienda ingaggiò diversi compositori per realizzare un ampio catalogo da offrire alla clientela. Siamo nel 1936.

Il concetto riprende quello di musica da arredamento di Satie

Un concetto di musica per essere ascoltata ovunque, perfino negli ascensori. Ed è con proprio questo termine dispregiativo, musica per ascensori, che la Muzak viene etichettata. Si tratta di musica destinata ad una fruizione involontaria, obbligata per chiunque si trovi in determinati spazi…una musica molesta proprio per la propria funzione di ascolto passivo. Un genere di musica spesso strumentale, che viene comunemente diffusa all’interno di spazi pubblici, come gli ascensori dei grattacieli appunto, contraddistinta da melodie molto semplici che possano essere ripetute continuamente in modo non invadente. Le dinamiche delle sonorità sono ridotte al minimo, in modo che gli i livelli di suono non disturbino l’ascoltatore.

Muzak musica d'ambiente

Si tratta di una tipologia di musica concepita per l’intrattenimento

Il termine Muzak è diventato col tempo uno dei sinonimi usati per quel genere commerciale poco impegnativo, usato come sottofondo musicale nelle hall degli hotel, nei ristoranti, centri commerciali, supermercati, sistemi telefonici, navi da crociera, aerei di linea, aeroporti, uffici, ospedali ed ascensori. Malgrado i successi riscossi, la Muzak divenne sinonimo di musichetta commerciale orecchiabile, ed è tuttora considerata un prodotto scadente dagli ascoltatori e dai compositori interessati a musiche di valore artistico e non commerciale.

In ogni modo, per circa 40 anni, la Muzak è stata l’unica realtà che utilizzava il concetto di sottofondo musicale da diffondere all’interno dei differenti ambienti di frequentazione quotidiana. Finché un certo Brian Eno

continua

Marco Solforetti

http://www.marcosolforetti.com/about-me/
http://www.tailormusic.it/ambient-sound-design/

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *