musica d’ambiente o musica ambient ?

musica d'ambiente

La musica che non ha bisogno di essere ascoltata

Come abbiamo visto nell’articolo precedente, la Muzak, entrata a far parte dell’iconografia della “musica di sottofondo” e dispregiata col termine “musica per ascensore”, copriva gran parte dei palinsesti nei vari ambienti quotidiani.

Nata da una definizione di Erik Satie, come “musica che non ha bisogno di essere ascoltata“, utilizzava l’easy listening e  rifacimenti strumentali di canzoni più o meno famose, per indurre un ascolto passivo. Il fine ultimo era quello di riempire gli spazi, come luce, arredi e tappezzerie. A causa di questa funzione e fruizione, facile e leggera, veniva screditata da professionisti e cultori della musica più impegnata.

Screditata a tal punto, che indirettamente, fece nascere un genere nuovo, spesso confuso con la musica d’ambiente, ma che ancor oggi ne porta parte del nome: la musica ambient.

Brian Eno – Settembre 1978

« Il concetto di musica designata specificatamente come componente di sottofondo nell’ambiente fu ideato da Muzak Inc. negli anni Cinquanta, e da allora è venuto ad essere conosciuto genericamente con il termine Muzak. Le connotazioni che questo termine porta sono quelle particolarmente associate al tipo di materiale che Muzak Inc. produce, melodie familiari arrangiate e orchestrate in un modo leggero e derivativo. Comprensibilmente, questo ha portato gran parte degli ascoltatori giudiziosi (e gran parte dei compositori) a lasciare completamente da parte il concetto di musica ambientale come idea degna di attenzione.

Negli ultimi tre anni, mi sono interessato all’uso della musica come atmosfera, e sono giunto a credere che sia possibile produrre materiale che possa essere usato in questo modo senza risultare in alcun modo compromesso. Per creare una distinzione tra i miei esperimenti in quest’area e i prodotti dei vari fornitori di musica riprodotta su supporti magnetici, ho iniziato a usare il termine Ambient Music.

Un ambiente è definito come un’atmosfera, o un’influenza che circonda: una tinta. La mia intenzione è di produrre pezzi originali apparentemente (ma non esclusivamente) per momenti e situazioni particolari, con l’idea di costruire un piccolo ma versatile catalogo di musica ambientale adatta ad un’ampia varietà di stati d’animo e di atmosfere.
Mentre le compagnie di musica preconfezionata ancora esistenti procedono dalla base di regolarizzare gli ambienti mettendo a tacere le loro idiosincrasie acustiche ed atmosferiche, la musica Ambient intende metterle in evidenza.
Mentre la convenzionale musica di sottofondo è prodotta strappando via ogni senso di dubbio e incertezza (e così tutto l’interesse genuino) dalla musica, la musica Ambient trattiene queste qualità. E mentre la loro intenzione è di “far brillare” l’ambiente aggiungendogli stimoli (così supponendo di alleviare il tedio delle attività di routine e di livellare i naturali alti e bassi ai ritmi del corpo), la musica Ambient intende indurre calma e uno spazio per pensare.

La musica Ambient deve essere capace di andare incontro a numerosi livelli di attenzione nell’ascolto senza esaltarne uno in particolare; deve essere tanto ignorabile quanto interessante. »

Una nuova modalità di ascolto

Soffermandoci su questo pensiero, è di indubbio valore il contributo di Eno e la considerazione che tale modalità di ascolto implica. C’è un cambio di prospettiva per la musica d’ambiente, per la stessa funzione d’ascolto e per gli stati emozionali che deve suscitare.

La musica non deve più servire come mezzo per coprire eventuali “rumori di fondo” o per distrarre, dalla noia della vita

Al contrario, deve fondersi con il paesaggio sonoro esistente ed indurre un senso di quiete, presupposto interiore necessario per pensare e per vivere una condizione vera e non ipocrita. Può svolgere inoltre una duplice funzione, inducendo una possibilità di ascolto differente, attiva o passiva, a seconda del grado di attenzione dell’ascoltatore.

brian eno musica d'ambiente

Eno utilizzò il termine “ambient”, dal latino circondare (ambire),  per descrivere una musica che cambiava lo stato d’animo dell’ascoltatore, creando intorno a lui un’atmosfera:

…musica che sentiamo, ma che non sentiamo; suoni che esistono per metterci in condizione di sentire il silenzio; suoni che ci rilevano dal nostro bisogno compulsivo di analizzare, incasellare, categorizzare isolare…musica che può essere ascoltata attivamente con attenzione come può essere facilmente ignorata, a seconda della scelta di chi l’ascolta…

La musica d’ambiente non era più la stessa

Non più solamente un elemento d’ arredo, paragonabile a luci o tappezzerie, stava diventando uno strumento per indurre stati d’animo. Condizioni soggettive, di volta in volta personalizzabili a seconda del grado di attenzione dell’ascoltatore.

Era l’inizio di un cambiamento radicale …

…continua…

Marco Solforetti

http://www.marcosolforetti.com/about-me/
http://www.tailormusic.it/ambient-sound-design/

 

 

 

 

 

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