Musica d’ambiente: ultimo atto

musica d'ambiente

Dopo anni di studi, ricerche e conferme siamo ancora a parlare di come, e quanto, l’utilizzo dei suoni possa alterare la percezione di un determinato ambiente, modificandola

Sono rimasto veramente sorpreso, durante il percorso al salone del mobile, di come regnasse il silenzio. Un silenzio spesso rotto dal rumore incessante di suonerie fuori luogo e schiamazzi beceri.

Se deve essere silenzio, almeno lo sia fino in fondo!!

Se nella massima espressione del design e dell’arredo moderno regna il silenzio, verso dove si muovono le nuove tendenze dell’ascolto in spazi condivisi?

Se da una parte, piattaforme come Spotify e Deezer e le radio dedicate di iTunes hanno svegliato oblii…da un’altra hanno creato alibi preoccupanti, alimentati dalla convinzione che, se in una playlist offerta c’è scritto ” relax”, di musica rilassante si tratti! Oppure, se una playlist grida classic jazz….di questo stiamo parlando.

Di playlist in giro ce ne sono migliaia

L’ignoranza ahimé è una brutta bestia. Succede che qualcuno è convinto di prendere un Rolex e invece ignaro prende una patacca. Oppure uno zircone al posto di un diamante. Così accade anche con la musica. Molte playlist titolano il contenuto taggandolo con la moda del momento, tanto poi chi verifica la coerenza di tale insieme di brani?

Se da un lato la musica d’ambiente sta assumendo un ruolo attivo rompendo il silenzio nella quotidianità degli esercizi pubblici, commerciali e ricettivi, dall’ altro sta subendo un’azione prepotente dalle nuove forme di ascolto, che continuamente, propongono playlist e palinsesti discutibili.

Ogni ambiente necessita di sonorità differenti, che differiscono per ritmo e stile

Da questo presupposto si deve partire per una corretta e consapevole diffusione di musica. Che sia jazz, lounge, deep house, chill out, easy listening. Oggi, più che mai, la musica diventa parte integrante del processo di vendita e dei servizi connessi. Un processo di vendita inteso nel concetto più ampio, di un servizio, di un prodotto, della propria immagine. Un meccanismo sempre più articolato e complesso.

La musica non è più un complemento d’arredo

Se la musica non è più solamente di sottofondo, non è più solo complemento di arredo peculiare della Muzak, diventa necessariamente utile conoscere informazioni utili sull’ uso consapevole dei suoni. Non solo per avere un vantaggio, un valore aggiunto, ma anche, e soprattutto, per non influenzare negativamente il proprio servizio, il proprio prodotto. Per non indebolire la propria immagine con stimoli emozionali che non trasmettono coerenza. E quindi negativi.

Talvolta ospiti e clienti non tornano anche a causa della musica

Pochi sono a conoscenza che un uso sbagliato della musica causa una percezione negativa.
Crea ansia e disagio.

 Marco Solforetti

http://www.marcosolforetti.com/about-me/
http://www.tailormusic.it/ambient-sound-design/

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