Sono estremamente convinto dell’importanza della musica nel nostro quotidiano

Ho avuto la fortuna di avere una passione che si è trasformata in un lavoro. Andando spesso controcorrente e contro le aspettative che si creavano intorno a me. Ho avuto la fortuna di girare un po’ di mondo, con il compito di trasmettere emozioni.

Il mio lavoro consiste in questo, emozionare con la musica

Fin dall’età prenatale sentiamo i suoni. E’ un processo cognitivo primordiale. L’organo dell’udito si forma prima degli altri. Se stimolato con i giusti criteri induce e conduce al benessere psicofisico.
L’educazione all’ascolto è un valore oltre che una guida. Ci insegnano a parlare, a leggere, a scrivere…ma imparare ad ascoltare, seguire armoniosamente il ritmo, intonare una melodia con gli altri, sono dei valori altrettanto importanti.

Non si insegna la musica con due ore di flauto alla scuola media

Oggi che siamo circondati  e condizionati dai suoni è ancor più importante sapersi muovere e saper scegliere che cosa ci fa stare bene.
Quando siamo immersi in un piacevole ascolto il corpo rilascia automaticamente le endorfine, che insieme alla serotonina sono direttamente coinvolte nello stato di benessere. E’ una sorta di antidepressivo naturale.
Quando siamo forzatamente esposti al rumore, suoni, o musica che non richiediamo, il cervello entra in uno stato di difesa e la risposta emotiva è di ansia.

Ecco perché insisto e lotto per un’educazione all’ascolto consapevole

Il mio primo approccio nei confronti della musica inizia all’età di sei anni. Gli studi di pianoforte, di teoria della musica e del solfeggio formeranno in modo profondo le basi di questo percorso professionale.
Dopo questo periodo classico, amato e combattuto dalla mia indole caratteriale ribelle, inizio un percorso diverso. Alcuni anni più tardi, spinto da innata curiosità e passione, scopro nuove sonorità. Inizia una lunga esperienza trascorsa a maneggiare mixer, vinili e giradischi. Stimolato dalla crescita e dall’evoluzione continua e fisiologica della musica, si apre di fronte a me la strada per un lungo cammino che mi porterà, pochi anni dopo, ad esibirmi come dj in Italia, in Europa ed oltreoceano.

Anche gli studi universitari di statistica e informatica hanno influenzato la mia indole artistica e l’eclettismo che nutro verso l’arte e le sue numerose forme espressive. In oltre trent’anni di “musica” ho acquisito competenze che sfruttano la sinergia dettata da un background culturale eclettico. E’ un approccio basato su conoscenze che abbracciano l’arte e la musica, l’architettura e il design, la filosofia e la psicologia, la comunicazione e la moda.

“alcune volte mi accorgevo che alcuni ambienti perdevano la propria identità a causa della musica”

Nel 2001 la società Lungarno Alberghi, appartenente al gruppo di Salvatore Ferragamo, mi chiamava per il mio primo compito di Sound Design. Ricercare la “giusta musica” per rafforzare l’ identità di uno degli hotel della loro catena. Da allora, molte cose sono cambiate. Dopo dieci anni trascorsi a fare e disfare borse e scaffali pieni di vinili, maneggiando quotidianamente mixer e giradischi, accade questo evento. Inaspettato, curioso e stimolante, il Fusion Bar di Firenze necessitava di una figura ibrida, a metà strada fra dj, designer ed selezionatore di musica, per una consulenza specifica dedicata a sonorizzare l’ambiente.
E’ questo compito che mi farà intraprendere una strada parallela a quella di disc jockey, figura professionale considerata fino ad allora esclusiva dei club.

Si tratta di uno dei primi veri e propri consulenti di musica d’ambiente.

Da quel momento i due mondi paralleli hanno iniziato a coesistere. Il mio background ha iniziato a crescere, così come la curiosità e lo stimolo di scoprire sempre nuovi generi e conoscere i fenomeni che guidano le nuove tendenze ed i cambiamenti underground. Sound designer di giorno, dj di notte.

La musica è bella ma non tutta

I recenti studi sulla musica emozionale mi portano ad aver avuto ragione sull’utilizzo rigoroso della musica, del sottofondo “ad hoc” e dei tappeti sonori ben dieci anni fa, quando nessuno ancora ne parlava.

In Italia purtroppo era, e lo è per molti aspetti tutt’ora, una figura professionale ancora poco riconosciuta; a differenza di altri paesi anglosassoni, dove viceversa ricopriva già un ruolo fondamentale per esaltare l’identità dei vari ambienti e colorarne gli spazi.

Nel 2005 al mio ritorno dagli Stati Uniti, euforico per i risultati ottenuti e contaminato dalle nuove tendenze, fondavo la prima società italiana di ambient sound design, Audiodesign. Quattro anni più tardi dal primo incarico come sound designer, dopo aver maturato esperienza e sicurezza, persuaso dalle nuove tendenze oltreoceano, fondavo una delle prime società italiane che si occupavano di “consulenza musicale”.

Le referenze professionali e la passione dimostrata mi vengono in aiuto nel tempo, un aiuto costruttivo, permeandolo di stimoli. E’ una ricerca costante e continua per il proprio sviluppo creativo e professionale.

Seleziono la musica all’interno della catena Lungarno Hotel di Salvatore Ferragamo a Firenze e di altre importanti strutture alberghiere in Italia: l’Hotel Hassler di Roma che si affaccia davanti a Piazza di Spagna, il Pellicano di Porto Ercole, un resort esclusivo che ha ospitato attori e principi e molte altre location alberghiere e ristoranti di prestigio. Per ultimo in ordine di tempo, sicuramente non di importanza, il Four Season di Firenze e il suo ristorante stellato il Palagio.

Nel campo della moda collaboro con lo stilista Gaetano Navarra, con il marchio Roy Rogers e con lo stilista Lamberto Petri nelle sue sfilate di Kiev e di Parigi. Inauguro alla stazione Leopolda di Firenze il rilancio della griffe Gherardini, nel vernissage delle borse ispirate dalla Monnalisa.

In quello artistico si contano link con l’Academy of Art di San Francisco, con il Polimoda di Firenze, con la galleria d’arte Brancolini con la quale inauguro al Gallery Art Hotel l’esclusiva mostra fotografica su Madonna by Steven Klein e successivamente quella di Miles Aldridge e Laura Letinsky.

Sempre in questo periodo con la società Proxime di Milano, diamo vita alla progettazione e realizzazione di servizi musicali streaming “ad hoc” e radio personalizzate, un progetto che già nel 2005 anticipava gli studi attuali sulle nuove concezioni del marketing sensoriale, emozionale, nonché del neuromarketing, facendo leva sull’influenza della musica nel processo d’acquisto e sulla musica come nuovo concetto di marketing. Si chiamava Radio Madica ed era una delle prime Radio Brand esistenti.

Di recente genesi sono Sixth Sense, con Fabio Orsolini, contesto polisensoriale che unisce in una sequenza emozionale sapori, costumi, luci, proiezioni, design e naturalmente musica. E Metropolitan, un evento settimanale all’interno del Four Seasons, contenitore di suoni e sapori.

La musica è bella ma non sempre

A differenza dei paesi anglosassoni, il nostro territorio era estraneo al concetto che ogni luogo, ogni ambiente, ogni contesto necessità di sonorità differenti. La musica veniva considerata come un complemento marginale, trascurabile. Non come un valore essenziale. Non come uno stimolo con il quale emozionare i nostri sensi e favorire uno stato d’animo. Perché in effetti si tratta di una vera e propria consulenza musicale, esclusiva per sonorizzare gli ambienti più svariati: hotel, ristoranti, centri benessere, corsi sportivi, showroom, negozi, mostre d’arte, sfilate e vernissage.

Per fare chiarezza su ciò di cui parliamo, la consulenza musicale è un brand concept specifico e ipercontestuale. Va inteso come uno strumento formale che si basa sulla conoscenza, esperienza e consapevolezza dell’ aiuto aggregante della musica.
Funziona come una sorta di consiglio, un far luce in circostanze dove, sempre più spesso, queste vengono intese come “perdite di tempo prezioso” e vanno per acquisizioni musicali dozzinali, dettate dalle mode del momento e non da basi empiriche e culturali.

Uno degli obiettivi di questo progetto è mettere a disposizione la competenza specifica, dettata dall’esperienza e rivolta verso chi non sa e non riesce a definire con chiarezza l’identità di un ambiente emozionale, pieno di sonorità mirate, dirette e proiettate nello spazio e nel tempo.

E’ un tentativo che punta a far luce su un aspetto tutt’ora confuso, senza tralasciare il gusto soggettivo.

In base a questo, il lavoro prodotto si modifica nei caratteri sostanziali e peculiari di ogni singola circostanza, atti a creare forme morbide, talvolta accattivanti, eludendo il silenzio e lasciando ampio margine alla comunicazione, talvolta subliminale, tramite i suoni.

“…durante i miei dj set cerco sempre di costruire una storia: il mio suono è un crossover di ritmi e stili…non amo la monotonia nella musica, nelle persone, nella vita…”

Londra, Berlino, Mosca, Mykonos, San Francisco, Miami.

Prima con Tenax, poi con Red Bull Home Groove, sempre in giro con il mio trolley pieno di vinili.

La consolle del Tenax, istituzione del club culture sul territorio italiano, mi farà condividere dal 1997 ad oggi momenti altamente gratificanti insieme a star internazionali. Duran Duran, Skin, Depeche Mode, Fat Boy Slim, Marc Almond, Vega, Sanchez, Villalobos…sono solo alcuni degli artisti con quali ho condiviso la consolle.

Nel 2003 dopo essere stato selezionato come uno dei dj emergenti e più interessanti da seguire sul territorio italiano, partecipo al progetto Red Bull come dj house ufficiale. Un progetto che mi aprirà le porte della Sae di Milano e successivamente alla EMP (elettronic music production).

Nel 2005, sia per hobby sia per passione, prende vita Bypass Fx, un impegno costante che porterà quattro amici (Marco Solforetti, Michele Galiano, Simone Scardigli e Filippo Montevidoni) a produrre negli anni un genere libero ed eclettico, ricco di svariate contaminazioni.

E’ questo l’anno che dà inizio al periodo delle produzioni discografiche. Un ciclo ancora in atto, pieno di studio costante e miglioramenti ambiziosi. La prima collaborazione discografica è con Bini & Martini. Le più importanti e significative al momento rimangono Birdy con Alex Neri (Planet Funk) e Buenos Aires con Stefano Noferini. In queste due collaborazioni è stata introdotta per la prima volta la fisarmonica come strumento di riferimento nel concetto di house culture. La fisarmonica è quella di Graziano Mossuto, un maestro di Palermo che paradossalmente non ho mai incontrato di persona. Quando si dice lo “strano potere della musica” !

Parlando di maestri, non posso che citare gli incontri con Stefano “Cocco” Cantini, un’istituzione del sax nel panorama jazzistico italiano che si avvicina al mondo elettronico incontrandomi in un dialogo sonoro, un duetto “magico” indimenticabili; con lo stesso stile sperimentale, ma con strumenti sempre diversi, ho diretto gli incontri del Metropolitan al Four Seasons, contenitore ricco di innovazione sul territorio fiorentino, dove jazzisti di alto livello si sono lasciati guidare in una sorta di elettronic jam session.

Siamo esseri vibranti: il suono è la sostanza di cui siamo fatti

Ecco che arriviamo al 2014, anno che segna una svolta importante nel mio credo spirituale e professionale. Il 1° Gennaio nasce Leonardo.

La nascita di un figlio è uno di quegli eventi che ti stimola a fare il passo. Quel passo che da tempo studi, progetti, sogni di fare ma che per molte ragioni non hai mai avuto il coraggio di fare.

Ecco che nasce Tailor Music, una società che si occupa di sound branding, sound design e comunicazione sonora.

Tailor Music significa musica su misura, concetto chiamato in causa ogni qual volta ci sia la necessità e la richiesta di musica  e suoni sotto la guida rigorosa di un professionista consapevole. Il concetto è sempre lo stesso.

Il resto è ancora da scrivere…